Così diversi così uguali…

#paolobadano

Alcuni giorni fa ho conosciuto una persona speciale.

Tutto è iniziato come una visita di un cliente intenzionato ad acquistare la sua Genny ed è finito con la scoperta di un amico.

Sono stato spinto a riflettere su quanto le esperienze personali possano essere simili, anche se ci si trova ai poli opposti del Mondo.

Will Waller. Atleta paralimpico per la nazionale americana di pallacanestro e responsabile delle risorse umane alla Good Year.

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Tutto ci divide.

Lui è un ragazzone alto quasi due metri, biondo, occhi azzurri, tipico americano cresciuto a Chicago. Io dai tratti tipicamente mediterranei e  cresciuto a Savona, una piccola realtà provinciale.

Genny è il fattore che ha permesso di incontrarci ed ha spinto Will ad attraversare l’oceano alla ricerca di una maniera per migliorare la sua vita. La cosa che ci unisce sono i vent’anni e più passati su una sedia a rotelle.

Con lui ho iniziato, come faccio ormai da molto tempo, a raccontare cos’è Genny e come funziona, mano a mano che nel dialogare scoprivo la sua storia, ho ritrovato me stesso in molti aspetti.

Pensiamo spesso di essere soli quando viviamo momenti negativi e cerchiamo la strada per uscirne. Grazie a Will, ho capito che ci sono persone che hanno intrapreso la stessa via con esattamente le stesse scelte.

Prendere l’autonomia personale come stile di vita, ritrovare nel lavoro il senso di integrazione, non accettare la disabilità come un limite.

È sbagliato pensare che la disabilità sia una cosa strettamente personale. Condividiamo di più, perché non siamo soli.

Si può anche non guarire mai, ma sicuramente si può superare il momento è trovare il modo per andare avanti.

E come dice Will “Rediscover your life”. 

Grazie Will

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