Integrare le persone con disabilità nel mondo lavorativo è una grande sfida che può essere vinta anche grazie alla tecnologia

Integrare le persone con disabilità nel mondo lavorativo è una grande sfida che può essere vinta anche grazie alla tecnologia

Nel nostro Paese, il 66% delle persone con disabilità è attualmente fuori dal mercato del lavoro, ma il paradosso è che, per Legge,  ci sono almeno 100mila  posti a loro riservati nel settore pubblico e privato che rimangono vuoti nonostante gli incentivi a disposizione.

Perché accade questo? Ciò accade perché le aziende preferiscono pagare le multe piuttosto che assumere disabili. Si  stima che siano circa 4 milioni e 360 mila persone che hanno una disabilità, poco più del 7% della popolazione. Per l’Osservatorio nazionale della salute risulta occupato il 23% degli uomini con disabilità (contro il 71,2% degli uomini normodotati) e solo il 14% delle donne (rispetto al 46,7% delle donne senza una disabilità).

La cultura “assistenzialista” dell’inserimento lavorativo dei disabili limita le imprese nell’individuazione delle professionalità tra i cittadini con disagio. La mancata informazione da parte delle imprese sull’attuale livello culturale e professionale delle persone con disabilità, oltre che sui vantaggi fiscali e contributivi legati alla loro assunzione, è un altro fattore determinante per l’esclusione  di tali persone dal mondo lavorativo

Grazie alla tecnologia, in un futuro sempre più prossimo, vedremo robot a guida autonoma  svolgere i più disparati compiti. All’interno di centri commerciali o aeroporti, essi  si occuperanno  per esempio di sorveglianza, oppure di dare informazioni e assistenza alle persone

 In attesa di questa rivoluzione, a oggi ancora in fase sperimentale, la tecnologia è già disponibile per permettere a una persona con disabilità motoria di svolgere bene e  meglio i compiti affidati ad  un robot e addirittura di essere più efficiente di un cosiddetto “normodotato”

Il progetto,Ideato dall’Associazione per disabili Gennyangels ONLUS,  si chiama “ DIVERSITY SECURITY” e per la prima volta al mondo, grazie alla tecnologia autobilanciante del dispositivo medicale “GennyMobility” si potrà permettere ad una persona con disabilità motoria di svolgere un compito che fino ad oggi era riservato solo al mondo  dei “normodotati”,  la guardia di sicurezza.

Parliamo di reale inclusione di una persona con disabilità nel mondo lavorativo,  lontano dal dogma che rilega una persona in sedia rotelle a mansioni statiche  e mai attive. Una guardia di sicurezza disabile, grazie alla tecnologia autobilanciante di Genny, potrà svolgere diversi compiti quali per  esempio  la sorveglianza e il  pattugliamento nei centri commerciali, aeroporti e stazioni; controllo degli accessi; rilevazione e segnalazione ai servizi d’ intervento competenti ( polizia, pompieri, ecc) di situazioni a rischio pubblico; garantire un traffico scorrevole e le infrazioni nelle aree di parcheggio, specialmente in quelle riservate alla disabilità; essere di supporto nell’accoglienza, nell’informazione e nella regolamentazione della circolazione e nella gestione del flusso dei visitatori.

 Con una autonomia di oltre 25 Km e oltre 8 ore di funzionamento la guardia di sicurezza disabile risulterà addirittura più efficiente e produttiva di una guardia di sicurezza che cammina;  si avrà finalmente una  vera integrazione di una persona con disabilità restituendo dignità, parità e speranza.

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